Le infiltrazioni sono coperte dalla polizza?

Cari iscritti,

negli ultimi mesi abbiamo ricevuto numerose richieste sulle specifiche coperture inserite all’interno dalla polizza multirischi riservata agli iscritti Fimmg. In particolare, è stato sottoposto alla nostra attenzione un dubbio interpretativo circa un particolare trattamento sanitario (infiltrazioni intra e periarticolari) che i medici di medicina generale possono eseguire, in relazione alla sua rischiosità/invasività, per verificare l’eventuale copertura assicurativa nelle ipotesi in cui vi sia stato un danno in conseguenza dell’effettuazione di tale trattamento medico.

Per la corretta risoluzione del quesito si ritiene indispensabile una delineazione scientifica delle infiltrazioni intra e periarticolari, eseguite dal medico di Medicina Generale, per chiarire in modo dettagliato il concetto di “invasività” individuando, altresì, se tali le prestazioni possano considerarsi “non invasive”.

Si considerano atti invasivi diagnostici e terapeutici gli atti medici praticati senza accesso a sala operatoria o emodinamica e/o senza ricorso ad anestesia totale o spinale mediante l’utilizzo a scopo terapeutico di sorgenti di energia meccanica, termica o luminosa nonché gli accertamenti diagnostici invasivi che comportano il prelievo cruento di tessuti per indagini istologiche e quelli che comportano una cruentazione di tessuti per introduzione di idoneo strumentario all’interno dell’organismo.

Le infiltrazioni intrarticolari consistono, in concreto, in un trattamento infiltrativo locale articolare e/o periarticolare, con eventuale somministrazione di cortisonici e farmaci di diversa natura, con o senza anestesia topica e/o locale, impiegato nella terapia di varie condizioni patologiche di cui la principale è il dolore, causato da processi infiammatori acuti (con dolore e limitazione funzionale) dovuti a patologie osteo-muscolari.

In materia di autorizzazione ed accreditamento delle strutture sanitarie socio sanitarie e sociali, il Legislatore (art. 8 ter D.lgs n.502/1992) nel disciplinare le tipologie di studi medici sottoposti ad autorizzazione, ha introdotto il concetto di rischio collegato all’invasività delle prestazioni per l’utente quale parametro ulteriore a quello della complessità organizzativa della struttura, per poi offrire un’elencazione delle prestazioni invasive e non invasive. L’autorizzazione, infatti, diviene obbligatoria per tutti gli studi odontoiatrici, oltre che per gli studi medici e di altre professioni sanitarie che svolgono procedure complesse o comunque invasive/rischiose per l’utente, ritenendosi prevalente il principio di tutela della sicurezza del cittadino.

Come sopra illustrato, in perfetta armonia con quanto previsto dal citato comma 2 dell’art. 8ter del D.Lgs n.502/92, diverse leggi regionali (Cfr. in particolare L.R. della Regione Lazio, n. 4/2003) hanno specificato che sono sottoposti ad autorizzazione all’esercizio di attività sanitaria, tra gli altri, gli studi medici, “ove attrezzati per erogare prestazioni di chirurgia ambulatoriale, ovvero procedure diagnostiche e terapeutiche di particolare complessità o che comportino un rischio per la sicurezza del paziente”.

Segnatamente, rientra nell’ambito di applicazione di detta previsione e risulta conseguentemente sottoposto a specifica autorizzazione all’esercizio, lo studio medico ove il singolo professionista medico o più professionisti medici associati esercitano, ciascuno in forma autonoma e sotto la propria responsabilità, l’attività professionale, erogando prestazioni diagnostiche e/o terapeutiche considerate invasive, e/o comportanti l’esecuzione di atto anestesiologico che vada oltre l’anestesia topica o locale.

A fronte di tale previsione legislativa, al fine di individuare, in primo luogo, le prestazioni di chirurgia ambulatoriale sopra indicate occorre fare riferimento, per esclusione, alle prestazioni professionali previste dal DPR n.270/00, così come modificato dal successivo DPR n.272/00.

Sono esclusi dal regime autorizzativo (Cfr. L.R. Regione Lazio n.4/2003 e successivi provvedimenti attuativi) gli studi professionali dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, nonché gli studi medici ove il singolo professionista medico o più professionisti medici o più professionisti medici associati, anche di diversa area medica, esercitano ciascuno in forma autonoma e sotto la propria esclusiva responsabilità, l’attività professionale erogando prestazioni non invasive e come tali non implicanti un rischio per la sicurezza del paziente.

Nello specifico sono considerate non invasive le seguenti procedure mediche:

  • medicazione;
  • sutura di ferita superficiale;
  • [omissis]
  • infiltrazione peri e intra articolari;
  • ogni altra prestazione professionale assimilabile alle sopra indicate, secondo le evidenze scientifiche o le vigenti discipline di settore.

Quanto esposto viene espresso nuovamente in successive Delibere Regionali (Cfr. n. Deliberazione della Giunta Regione Veneto n. 2420 del 9/08/2005, Deliberazione Giunta Regione Lazio n. 16919 del 2013) nonché a livello giurisprudenziale (Cfr. Tar Lazio sent. n. 1023 del 2011) dove si chiarisce espressamente che nell’elenco tassativo delle prestazioni considerate non invasive vi siano anche le infiltrazioni peri e intra articolari.

Da ciò si ricava chiaramente che tale attività eseguita dai medici di medicina generale sia da considerarsi trattamento non invasivo, in ossequio alla normativa di riferimento, e di conseguenza rientrare nella copertura della polizza in convenzione FIMMG.

Da tale analisi si può evincere che ciò che è previsto dall’Accordo Collettivo Nazionale è da intendersi compreso dalla polizza: diversamente, tutto ciò che non è stato inserito nell’ACN deve essere valutato caso per caso.

Primo Soccorso Legale

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