Nuovo certificato di invalidità civile: possibili implicazioni negative per il certificatore e comportamenti cautelari

l’INPS ha di recente modificato il format di compilazione on-line del certificato per la domanda di riconoscimento di Invalidità Civile – assegno di accompagnamento ed ha inserito l’obbligo per il medico certificatore di barrare nel certificato medico introduttivo la casella relativa alla presenza [SÌ] o assenza [NO] della condizione di «Persona impossibilitata a deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore» oppure di «Persona che necessita di assistenza continua non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita».

In pratica, il nuovo format prevede che se il medico certificatore barra “NO” ad entrambe le domande sul certificato viene apposta una dicitura con la quale si informa che la Commissione non potrà riconoscere l’assegno di accompagnamento anche se dall’accertamento autonomo dovesse emergere la sussistenza delle condizioni permittenti.

Questa nuova procedura genera due scenari, opposti ma entrambi potenzialmente dannosi per il medico certificatore

Primo scenario: il cittadino non ottiene l’indennità di accompagnamento a cui avrebbe diritto, per erronea compilazione del certificato da parte del medico, che ha barrato “NO” ad entrambe le condizioni sussistendone invece i presupposti.

Il cittadino quindi può fare azione di rivalsa sul medico ricorrendo al magistrato per ottenere il risarcimento della indennità di accompagnamento non goduta.

Secondo scenario: Il medico certificatore, per evitare la fattispecie di cui sopra, barra “SI” ad una o tutte e due le domande indipendentemente dalla sussistenza effettiva delle condizioni.

In questo caso, specie per comportamenti reiterati nel tempo l’Istituto potrebbe attivarsi presso le Autorità competenti (Ordine prima ancora che Magistrato) per falso ideologico nella certificazione.

Comportamento cautelare

Alla luce di quanto sopra è consigliabile, nei casi dubbi eseguire una valutazione oggettiva del grado di autonomia, magari utilizzando scale validate di valutazione e riportandone il punteggio nel testo del certificato in modo da supportare oggettivamente la dichiarazione di sussistenza di una delle due situazioni ed evitando di barrare “SI” a prescindere.

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